Neuroradiologia

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Neuroradiologia 2017-09-30T13:56:15+00:00

Oggi la risonanza magnetica (RM) rappresenta la tecnica di prima scelta nella valutazione delle patologie dell’encefalo, siano esse malformative, neoformative, ischemiche, infettive o demielinizzanti.

La TC rimane invece la tecnica di prima istanza nell’approccio al paziente in urgenza sia essa traumatica che vascolare.

La RM grazie alla possibilità di acquisire immagini dirette multiplanari e grazie alla sua elevata risoluzione di contrasto permette di definire con estrema precisione nella patologia neoplastica la sede e l’estensione delle lesioni; in relazione alle caratteristiche di segnale ed al comportamento dopo infusione di mezzo di contrasto (Gadolinio) può lasciarne ipotizzare la natura, in quanto ad esempio tra le neoplasie della serie gliale, quelle low-grade hanno un segnale generalmente omogeneo e basso nelle sequenze pesate in T1 ed elevato in quelle pesate in T2, e soprattutto non mostrano potenziamento dopo infusione di mdc; le neoplasie invece high-grade, quali astrocitomi anaplastici e glioblastomi, presentano segnale disomogeneo sia nelle immagini pesate in T1 che T2, spesso per presenza di componenti ematiche e mostrano potenziamento dopo infusione di mdc con evidenza di aree di necrosi colliquativa in particolare nei Glioblastomi; a queste neoplasie inoltre si associano quote di edema perilesionale. La RM permette di porre diagnosi anche in altre forme neoplastiche che presentano caratteristiche peculiari come l’astrocitoma pilocitico, l’ oligodendroglioma, l’emangioblastoma o i linfomi, questi ultimi per la particolare distribuzione periventricolare, il segnale basso nelle sequenze T2 pesate ed il potenziamento omogeneo dopo infusione di mdc; la RM ben documenta le neoplasie extrassiali quali i meningiomi, evidenziando l’impianto durale, o i neurinomi anche se di piccole dimensioni, come quelli dell’VIII nervo cranico con componente nel canale acustico interno.

Lo sviluppo di tecniche di angio-RM ha poi permesso oltre che una corretta valutazione delle patologie malformative vascolari come MAV ed aneurismi, la valutazione dei rapporti tra neoplasie extrassiali e seni venosi nonchè la dimostrazione di afferenze arteriose ed efferenze venose.

Nel sospetto di metastasi, la RM e’ dotata di maggiore sensibilità rispetto alla TC nel dimostrare lesioni anche di pochi millimetri e superiore nella individuazione di quelle della fossa cranica posteriore; ottimale e precoce è la evidenziazione di localizzazioni secondarie leptomeningee o pachimengee.

L’acquisizione di immagini RM con tecniche tridimensionali (RM 3D) in associazione allo sviluppo di sistemi di neuronavigazione permette di ottimizzare la scelta della via chirurgica e la localizzazione della neoformazione, riducendo sensibilmente i possibili danni derivanti dall’ approccio chirurgico.

La RM rappresenta poi la tecnica di prima scelta anche nel follow-up sia esso post-chirurgico che post radio-chemioterapico; grazie alla RM  è possibile definire, soprattutto nei controlli nelle prime 24-48 ore dall’intervento, la radicalità dell’asportazione o quantificare l’ entità del residuo, mancando in questa fase quella componente fibrotico-cicatriziale che rende difficile la valutazione delle immagini RM negli esami eseguiti a distanza. Nei controlli post-radio-chemioterapici è la RM la tecnica che piu’ della TC permette di valutare l’entità  della risposta.