Le Demenze

Cosa sono, come si valutano e come si affrontano le diverse forme di deterioramento delle funzioni cognitive.

La Demenza è una sindrome clinica caratterizzata dal deterioramento della memoria e delle altre funzioni cognitive rispetto al livello di sviluppo cognitivo precedentemente raggiunto dal paziente.  Il deterioramento rispetto alla funzionalità precedente deve essere documentato da una storia clinica di riduzione di performance e da anomalie evidenziate dai test neuropsicologici e dall’esame neurologico.

Attualmente il termine di demenza è stato sostituito da quello di Disturbo Neurocognitivo Maggiore, in cui l’elemento determinante è che il deficit risulti di tale entità da avere un impatto sulla vita quotidiana del paziente.

Qualora il deficit, pur essendo obiettivabile e quantificabile, non abbia una reale impatto sulla quotidianità, si parla di Disturbo Neurocognitivo Minore e corrisponde al Deficit Cognitivo Lieve (Mild Cognitive Impairment) nella precedente terminologia. Il Disturbo Neurocognitivo Minore può costituire l’inizio di una Demenza oppure restare stabile nel tempo. I test neuropsicologici permettono di distinguere tra le due condizioni e di fornire un giudizio prognostico

Le Demenze possono essere distinte in primarie, cioè primitivamente degenerative e secondarie (cioè legate ad una causa). Qualora siano legate ad una causa (endocrina, metabolica, carenziale, tossica o traumatica) sono potenzialmente reversibili.

I principali tipi di Demenze Primarie sono la malattia di Alzheimer, la Demenza Frontotemporale, la Demenza a corpi di Lewy, la m. di Parkinson ed i Parkinsonismi con Demenza.

Tra le forme secondarie, la più comune è la Demenza Vascolare, legata alla compromissione cerebrale dovuta alla perdita delle capacità cognitive dovuta al danno del tessuto cerebrale in seguito alla diminuzione o all’arresto del flusso ematico.

Le Demenze secondarie possono anche essere dovute ad alterazioni patologiche anatomiche del cervello. Rientrano in questa categoria le alterazioni cognitive dovute ai tumori o all’idrocefalo normoteso.

Esistono altre forme di Demenza secondaria, meno comuni, legati a alterazioni endocrine (soprattutto la tiroide), carenziali, in particolare dovute a deficit dei folati o della vitamina B12, metaboliche, traumatiche (la demenza dei pugili), infettive, tossiche (la demenza alcoolica). In questi casi è ipotizzabile una regressione completa o parziale della sintomatologia con la rimozione della causa.

Risulta evidente che il neurologo che si occupa di Demenze deve in primo luogo effettuare una diagnosi accurata, tramite i test neuropsicologici, gli esami del sangue, le neuroimmagini (TC cerebrale o meglio RMN encefalica) ed eventualmente l’elettroencefalogramma o la PET con FDG.

In caso di Demenza Primaria, una volta effettuata la diagnosi, il paziente viene avviato, a seconda delle situazioni, ad una terapia farmacologica o riabilitativa con lo scopo di rallentare la progressione della malattia e di contenerne gli eventuali sintomi comportamentali.

I farmaci che si possono utilizzare al momento rallentano la progressione della malattia, ma sono allo studio diverse possibilità (principalmente gli anticorpi monoclonali) che appaiono promettenti. I farmaci disponibili al momento rientrano in due gruppi: il primo gruppo è costituito dagli inibitori dell’acetlcolinesterasi, (donepezil, rivastigmina e galantamina) utilizzati per il trattamento dell’Alzheimer lieve-moderato. Aumentano la disponibilità di acetilcolina nel cervello, migliorando alcuni sintomi cognitivi e comportamentali.

Il secondo gruppo è costituito dalla memantina, indicata per pazienti con Alzheimer moderato-severo. Agisce antagonizzando i recettori per il glutammato, modulandone i livelli elevati.

In tutti e due i gruppi di farmaci,  l’ efficacia diminuisce con la progressione della malattia e possono comparire effetti collaterali come nausea e rallentamento del battito cardiaco.

Tuttavia, si può fare molto con lo stile di vita. In particolare, si è osservato che uno stile di vita attivo, sia dal punto di vista fisico che mentale, concorre a ritardare la comparsa del deterioramento cognitivo e ne rallenta l’evoluzione. Diversi studi mostrano come bassa scolarizzazione, perdita dell’udito o altre forme di deprivazione sensoriale e malattie legata alla malnutrizione, come ipertensione, diabete e obesità costituiscano i principali fattori modificabili in proposito.

Anche la riabilitazione cognitiva, attraverso l’apprendimento di strategie compensatorie e lo sfruttamento delle abilità residue, concorre a contrastare il decorso degenerativo.

 

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In sintesi

La Demenza è una sindrome clinica caratterizzata dal deterioramento della memoria e delle altre funzioni cognitive rispetto al livello di sviluppo cognitivo precedente.

Esistono forme Primarie, degenerative, e Secondarie, legate ad una causa. Nelle forme secondarie è ipotizzabile una regressione con la rimozione della causa

E’ importante in primo luogo effettuare un corretto inquadramento diagnostico

Esistono terapie farmacologiche atte a rallentare la progressione della malattia e a contenerne i sintomi comportamentali.

Esistono varie forme di riabilitazione cognitiva adatte al mantenimento delle capacità cognitive residue

E’ stato comunque ampiamente dimostrato che uno stile di vita sano e attivo ed un’adeguata alimentazione ritardano la comparsa e rallentano la progressione della malattia.

Affidati a una specialista di eccellenza

Dott.ssa Angela Pisani

Tra le poche neurologhe in Italia con una seconda specializzazione in psicologia clinica, psicoterapeuta ad impostazione psicodinamica, la dott.ssa Pisani si è sempre interessata dell’aspetto neuropsicologico e psicodiagnostico, occupandosi soprattutto di disturbi di memoria, tra cui Alzheimerdemenze di altro tipo e patologie psicorganiche.

Specializzata con lode in Neurologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, ha perfezionato lo studio dei test neuropsicologici presso il Servizio di Neuropsicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove è risultata vincitrice di diverse borse di studio.

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